Il ritorno del nucleare?
Lunedì 18 Ottobre si è tenuto nella sala della biblioteca comunale di Trebaseleghe un incontro con Don Albino Bizzotto, fondatore dell’associazione Beati i Costruttori di Pace, il quale, vista la personale esperienza e in materia, e in concomitanza con altri eventi nazionali relativi all’Energia Nucleare, ha preferito trattare in merito a questa tematica.
L’incontro con Don Albino si è svolto in forma colloquiale dove pubblico e ospite hanno dato via ad un dibattito nel corso del quale sono state esposte domande e perplessità sulla necessità del ritorno dell’Italia al nucleare.
Prima domanda: La decisione di costruire nuove centrali nucleari è stata “imposta” come una scelta inevitabile. Il nucleare è stato presentato come pulito, sicuro ed economico. Ma è proprio così?
Sicuramente una centrale nucleare non emette CO2 né gas serra, ma se si considerano tutte le fasi di estrazione, arricchimento, trasporto, costruzione del reattore, nonché le scorie e il rischio di incidenti ci troviamo di fronte a problemi di notevole importanza. Un reattore di quelli che si vorrebbero costruire in Italia, produce ogni anno 700 tonnellate di rifiuti radioattivi, di cui 25 ad alta radioattività. L’inalazione di un grammo di plutonio è mortale ed il rischio di incidenti rimane un pericolo costante (ad esempio, nel 2008, in Francia sono accaduti tre incidenti).
Seconda domanda: Perché dipendiamo dalla Francia per l’energia nucleare?
La produzione di energia, a pieno regime, in Italia è di 103 GW mentre il consumo è di 55 GW. L’Italia compra energia dalla Francia perché al nostro Paese conviene in certe fasce orarie fermare le turbine e far arrivare l’energia d’oltralpe. Da parte sua, la Francia la vende sottocosto perché altrimenti sarebbe costretta a “buttarla via”: infatti una centrale nucleare produce costantemente la stessa quantità di energia e quindi nei periodi a basso consumo energia non utilizzata verrebbe completamente dispersa e sprecata.
Terza domanda: Esiste un Piano Energetico Italiano?
In Italia NON esiste un Piano Energetico Nazionale. Il nostro Paese, da anni necessita di un Piano di risparmio energetico in modo da progettare case, uffici, trasporti in vista di una riduzione dei consumi e dell’uso delle energie rinnovabili.
Ad esempio, quanto potremmo produrre con il sole?
Il rapporto della Commissione Nazionale per l’Energia Solare (Cnes) del 2006 fissava un obiettivo di 15 GW per una produzione di corrente elettrica sufficiente a coprire i consumi di 15 milioni di persone. Uno studio del 2009 del Politecnico di Milano, analizzando la possibilità di sfruttare le superfici dei supermercati e dei centri commerciali e le superfici agricole non produttive oltre ai tetti delle nuove case stimava per il 2020 un potenziale in grado di coprire tutti i consumi domestici italiani.
Ciò che Don Albino Bizzotto ha sottolineato più volte nel corso dell’incontro è stato l’invito di informare e informarci su quanto accade attorno a noi.
E ha concluso affermando che: “Il problema del nucleare è un problema che ci riguarda da vicino e riguarda tutti! Non dobbiamo stancarci nel far sì che la nostra vita sia costruita nell’azione e nella partecipazione. Dobbiamo recuperare la nostra soggettività, l’importanza, il valore di ciascuno di noi”.









Riporto qui di seguito parte della trasmissione andata in onda sul sito di GreenPeace proprio il 18 ottobre e registrata presso il Tatro Vittoria di Roma: Nuclear Emergency
Ne approfitto per un’ulteriore segnalazione, sempre da parte di GeenPeace: http://www.greenpeace.it/blog/?p=1784