Sulla questione BioGas
Qualche anno fa c’era stata una massiccia reazione contro un ipotetico impianto di Biogas a Silvelle, e dopo vari incontri con la cittadinanza, il progetto non venne mai presentato da quel gruppo di allevatori.
La manifestazione di contrarietà era stata promossa dal comitato “No-Biogas” e condivisa in passato anche dall’attuale amministrazione. Varie perplessità sulla dimensione e sull’impatto negativo nel territorio di Silvelle erano venute alla luce e di fatto poi si trattarono di preoccupazioni condivise da tutti.
Dopo un paio di anni di calma apparente, all’insaputa di tutti o quasi, vedremo spuntare ben 2 impianti di Biogas! E non saranno gli unici, questo è certo!
Verrà realizzato l’impianto di Marazzato a Trebaseleghe in via Obbia Alta (autorizzato in giugno 2010) e l’impianto di Zooenergy – F.lli Zoggia a Silvelle (agosto 2010).
Per spiegare brevemente, l’impianto funziona come una pentola in cui viene inserita della biomassa (liquami zootecnici, scarti e prodotti agricoli). Qui avviene una fermentazione grazie a dei batteri che produce concime e metano ed altri gas, poi usati per azionare un motore che produce energia elettrica.
Questi impianti sono difatti molto utili e convenienti per allevamenti e aziende agricole, ma ci si chiede se la dimensione di quelli previsti non sia più del necessario, se poi i versamenti di reflui continueranno (non risolvendo il problema odierno), quale sia l’impatto sul traffico nelle strade, e l’impatto ambientale di un impianto di questo tipo in zona agricola anziché in zona industriale, e poi su chi avrà il compito di effettuare i controlli sulla corretta gestione dell’impianto anche da un punto di vista di tutela sanitaria. Ed infine, qual è il numero massimo di impianti che Trebaseleghe può sopportare nel proprio territorio?
Domande non risposte e questioni non affrontate pubblicamente.
Questi impianti si faranno, con il benestare del Sindaco che ha votato SI ed ha informato la cittadinanza nel consiglio comunale SOLO il 29 settembre 2010, 6 mesi dopo averne avuto notizia e aver ricevuto la relativa documentazione dalla Regione, discutendone in 1 punto su 9 dell’ordine del giorno, facendo parlare
un autorevole professore di Milano appositamente convocato per l’occasione e solo due concittadini e negando la possibilità ad altri che avrebbero voluto farlo!
«In fin dei conti la legge è questa! Non prevede vincoli particolari. L’hanno decisa Zaia e i suoi, e la Regione, la Provincia e lo Stato (PDL e Lega) incentivano questi impianti».
Purtroppo, va detto che l’agricoltura è un settore che non rende più come una volta ma, visto che gli incentivi ci sono e che dopo un po’ di anni si ammortizza la spesa dell’impianto, diventa conveniente optare per la fermentazione di mais e liquame.
Quanto a regole e controlli, vero tasto dolente della questione, in assenza dei quali ci si espone ad un utilizzo industriale, con trasporto di liquami da altri comuni verso gli impianti esistenti…
Beh, un giorno si vedrà!
È un peccato infatti che, nel nostro caso, progettualità e piano di organizzazione manchino del tutto!!!
Cosa avremmo fatto NOI:
Prima di tutto avremmo informato i cittadini confrontandoci con loro (e questo era possibile già da marzo 2010!!!).
Poi, avremmo verificato l’impatto di questi impianti, sia gli aspetti positivi che quelli negativi, trovando la soluzione adatta a garantire la tutela dell’ambiente, gli interessi dell’investitore privato e dell’attività produttiva esistente. Inoltre, ci saremmo impegnati per un miglioramento della salute dei cittadini, risolvendo un problema e non creandone di nuovi. Per far ciò avremmo fatto pressione per adeguare l’attuale legge vigente, prevedendo ad esempio:
- un numero massimo di impianti su un territorio comunale;
- la limitazione degli impianti in base alla dimensione dell’azienda agricola;
- l’affidamento ad un ente preciso dei compiti di controllo periodico e di rispetto delle regole.








