dicembre 10, 2010 Inserito in Ambiente, Approfondimenti, Attualità

Solidarietà agli alluvionati

Esprimiamo vicinanza e solidarietà a tutte le persone che nel Veneto e in altre zone d’Italia sono state colpite dall’alluvione nei loro affetti e nell’intimità delle loro case .

Pensiamo che, per chi non ha provato tale esperienza, sia davvero difficile poter comprendere e capire cosa significhi  vedere distrutta da un’ondata d’acqua fangosa la propria vita e il proprio lavoro.  Tutto in pochi attimi.

Se prima sono mancati o non hanno funzionato i piani d’allarme preventivo, ora arrivano le promesse di aiuti economici e tutti si impegnano ad evitare altri disastri simili.

Il Presidente Napolitano stesso, in visita a Padova, ha richiamato l’impegno di tutti, in particolare dei Sindaci e delle autorità presenti a “tutelare il patrimonio artistico ed ambientale che abbiamo ereditato e dobbiamo curare”, preservare per le generazioni future.

Parole che, si spera, abbiano poi un’attuazione effettiva.

Ciò che però si può certamente affermare è, nell’immediato, che non è mancato l’aiuto concreto da parte dei cittadini e dei volontari. C’è stato, a nostro parere,  un grande segnale di speranza, di fiducia nel presente e nel futuro: la solidarietà, la capacità di reagire e  ripartire daccapo è emersa preponderante da molte immagini che ci sono state proposte dai media!

In mezzo a tante promesse  speriamo che diventi realtà concreta la tutela dell’ambiente (manutenzione di fossi e canali, costruzione oculata in spazi a rischio idrologico, cura del territorio per impedire frane e smottamenti, mantenendo  boschi e colture e non cementificando,..) in quanto le cause di tali disastri non possono senza dubbio essere indicati solo nell’eccezionalità delle piogge di questo periodo.

La cementificazione selvaggia degli ultimi decenni e la speculazione edilizia hanno comportato la copertura di milioni di metri quadrati  di terreno impedendo  il normale assorbimento della pioggia e aprendo la strada a situazioni di criticità e pericolo che, recentemente, molti cittadini delle province venete (e non solo) hanno sperimentato.

Ormai da troppo tempo non vogliamo accettare il fatto che la mancata tutela del territorio, prima o poi,  ci presenta il conto in termini di danni alle persone, alle cose, alle infrastrutture, alle attività economiche… e quindi, forse alla fine, costava meno rispettare il territorio!

Ma purtroppo sembra che l’esperienza non insegni proprio nulla!!!

Un esempio in tal senso ci viene dalla Seconda Commissione del Consiglio Regionale del Veneto che il 26 ottobre  ha approvato una variante al Piano ambientale del Parco Regionale del Sile  con lo scopo di trasformare 95.000 metri quadrati di terreno agricolo  in area residenziale  per potervi costruire. Il terreno si trova a Morgano ad una distanza di circa 200 metri dal dfume Sile, per ora coltivato a radicchio e con un boschetto di alberi…

A Voi la riflessione

Mariella P.

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1 Commento to “Solidarietà agli alluvionati”

  1. davide scrive:

    Io capisco che incentivare lo svilippo dell’edilizia “rimpingua” le casse dei vari enti del territorio (comuni, province, regioni), in più capisco che queste politiche favoriscono anche l’occupazione e la crescita del PIL. (Aleno questo ci viene detto).

    Quello che non capisco è perché si continua a confondere le misure!

    Mi spiego, se ho a disposizione un bosco e decido di ricavarne legname da vendere posso farlo e incentivare cosi l’economia che da questo ne deriverà.

    Ma se non prevedo che una parte di questi ricavi la devo investire per piantare e far crescere nuovi alberi, il guadagno che ottengo è FINTO! Mi sono solo impoverito di un bosco.

    Con il territorio credo sia fatto lo stesso errore.

    Non credo ci sia differenza per un artigiano veneto: costruire una casa o costruire una rete di canali e scolmi per proteggere il territorio.

    L’importante è che l’artigiano venga pagato per il lavoro che ha fatto.

    In più se il suo lavoro serve anche per proteggere il territorio dove vivono i suoi figli, credo lo renda anche orgoglioso del lavoro che farà.

    Ecco come i politici possono far crescere la nostra economia.

    davide

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