Camposampiero: Le ottomila firme salveranno cardiologia?
“Il ‘Pietro Cosma’ (dal nome del fondatore dell’Ospedale di Camposampiero) è sparito anche dalla carta intestata!”.
Così ha esordito il giornalista Francesco Cassandro per provocare il vicepresidente della Commissione Regionale Sanità, Claudio Sinigaglia. La sala riunioni del Partito Democratico del Camposampierese venerdì 18 novembre era gremita e molte persone sono rimaste in piedi. Ormai nel Camposampierese la paura fa 90.
Medici, impiegati, operatori sanitari, amministratori e semplici cittadini hanno cercato di capire cosa potrà mai restare dell’eccellente sanità veneta e soprattutto cosa ne sarà dell’Ospedale che, per la sua alta specializzazione in alcuni reparti, ha reso famosa Camposampiero in tutta Italia.
E’ su questo tasto che Cassandro incalza il consigliere Sinigaglia.
Purtroppo – ricorda il politico – la regione ha fatto finta di non avere una voragine finanziaria nel campo sanitario. Fino al 2038 pesano sulla sanità veneta 1,3 Miliardi di Euro di ammortamenti per circa 60 milioni all’anno.In questo modo la sanità è praticamente ingessata, incapace di ulteriori investimenti se non a prezzo di tagli incredibili. Inutile dire che anche tutti gli ospedali realizzati col project financing sono pagati a rate annuali dalla regione stessa.
