novembre 27, 2011 Inserito in Approfondimenti, Attualità, Sanità

Camposampiero: Le ottomila firme salveranno cardiologia?

“Il ‘Pietro Cosma’ (dal nome del fondatore dell’Ospedale di Camposampiero) è sparito anche dalla carta intestata!”.

Così ha esordito il giornalista Francesco Cassandro per provocare il vicepresidente della Commissione Regionale Sanità, Claudio Sinigaglia. La sala riunioni del Partito Democratico del Camposampierese venerdì 18 novembre era gremita e molte persone sono rimaste in piedi. Ormai nel Camposampierese la paura fa 90.

Medici, impiegati, operatori sanitari, amministratori e semplici cittadini hanno cercato di capire cosa potrà mai restare dell’eccellente sanità veneta e soprattutto cosa ne sarà dell’Ospedale che, per la sua alta specializzazione in alcuni reparti, ha reso famosa Camposampiero in tutta Italia.

E’ su questo tasto che Cassandro incalza il consigliere Sinigaglia.

Purtroppo – ricorda il politico – la regione ha fatto finta di non avere una voragine finanziaria nel campo sanitario. Fino al 2038 pesano sulla sanità veneta 1,3 Miliardi di Euro di ammortamenti per circa 60 milioni all’anno.In questo modo la sanità è praticamente ingessata, incapace di ulteriori investimenti se non a prezzo di tagli incredibili. Inutile dire che anche tutti gli ospedali realizzati col project financing sono pagati a rate annuali dalla regione stessa.

Su 12 Miliardi di Euro di Bilancio della Regione Veneto ben 8 miliardi sono destinati alla sanità. Si tratta di rivedere scelte inique, legate a tornaconto politico/elettorale in particolare della Lega che governa la sanità regionale da un decennio ininterrottamente. Ne risultano scelte completamente sbilanciate senza alcuna logica di buon governo.

Di queste ultime è vittima anche l’ASL15 dell’alta padovana.

“E allora perché continuare a impoverire Camposampiero – riprende Sinigaglia – se con la riduzione da 1600 a 1000 posti letto del previsto nuovo Ospedale di Padova, Camposampiero potrà con le sue eccellenze e con i suoi reparti assorbire gran parte di questa riduzione del capoluogo?”.

A seguire nei molti interventi dei presenti una serie di circostanze che come in un mosaico vanno a comporre la foto del progressivo svuotamento del nostro nosocomio, tanto che si arriva ad avere 3 posti letto ogni mille abitanti: Camposampiero è quindi sotto agli standard previsti per garantire un corretto servizio ai cittadini. Durante il periodo natalizio, interi reparti verranno chiusi con conseguente riduzione dei posti letto equivalenti. Tale situazione spinta all’estremo porterà così a dimostrare che tali posti letto non sono necessari.

Altro importante capitolo quello rappresentato dalla delega ai servizi sociali che i comuni hanno dato in toto all’ASL. I dirigenti del Centro Servizi Bonora hanno poi manifestato la preoccupazione per il mancato avvio dell’ospedale di comunità il cui progetto di gestione da parte del Bonora è ormai pronto da tempo. Tale strutture e gli altri servizi sociali che il centro potrebbe gestire, porterebbero ad un notevole abbattimento dei costi da parte dell’ASL.

A fronte di tutte queste rimostranze di cui il consigliere Sinigaglia si farà portatore e che sicuramente gli sono state utili per ricomporre un quadro completo della situazione attuale, una buona notizia. Sinigaglia ha fatto intendere che le 8000 firme raccolte durante l’estate a tutela della sanità pubblica pesano, eccome!!!

La Regione ha autorizzato il concorso per il primariato di Cardiologia a Campoosampiero.

Speriamo che sia realmente una buona notizia in mezzo a una sensazione diffusa di sbandamento sia tra medici e dipendenti, sia tra i cittadini e i pazienti.

 

Dal sito internet del PD di Camposampiero

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