Archive for the “Ambiente” Category

Biogas: nuova puntata della storia infinita

Nonostante l’impegno da parte dell’amministrazione a febbraio 2011, ad oggi non è stato ancora presentato al Consiglio Comunale l’Atto di Indirizzo da inviare in Regione per regolamentare la realizzazione di impianti di biogas e di fotovoltaico a terra.

Cosa si aspetta?

Da notare che, con l’approvazione del nuovo Piano degli Interventi, verrà modificato l’articolo 36 delle Note tecnico-operative, dove erano state inserite su insistenza di minoranze e Comitato NOBIOGAS, delle limitazioni nella costruzione degli impianti di biogas: altezze, provenienza dei reflui dalla provincia o da provincie confinanti.

Queste limitazioni saranno tolte perché considerate illegittime in quanto contrastano con la legge regionale.

 

 

Sintesi consiglio comunale 30/11/2011

Viene qui proposta la sintesi del Consiglio Comunale del 30 novembre,  svoltosi presso l’auditorium comunale di Trebaseleghe.

 

1 – APPROVAZIONE DEI VERBALI  della seduta del 29.06.2011 con le integrazioni della minoranza

L’approvazione del verbale era stata rinviata in quanto era saltata la registrazione e non erano state verbalizzati delle parti di intervento significativo che abbiamo integrato.

Votazione:

Favorevoli: tutti

Contrari:  0

Astenuti: 0

 

2 – APPROVAZIONE DEI VERBALI  della seduta del 29.09.2011

Votazione:

Favorevoli: tutti

Contrari:  0

Astenuti: 0

 

3 – APPROVAZIONE DEI VERBALI  della seduta del 03.10.2011

Votazione:

Favorevoli: la maggioranza, Lega Nord, UDC

Contrari:  0

Astenuti: Il paese che vogliamo

 

4 – APPROVAZIONE DEI VERBALI  della seduta del 04.10.2011

Votazione:

Favorevoli: tutti

Contrari:  0

Astenuti: 0

 

5 – Assestamento al bilancio di previsione dell’esercizio finanziario 2011, al bilancio pluriennale 2011-2013 e adeguamento della relazione previsionale e programmatica, del programma triennale delle opere pubbliche ed elenco investimento 2011-2013

Grandi variazioni non ce ne sono state, essendo stato approvato il Bilancio di previsione il 29.06.2011.

Nel 2010 l’avanzo di amministrazione è stato pari a 340.731,18 €, di questi 192.100 € saranno utilizzati per i seguenti interventi :

  • 27.100 per interventi di manutenzione straordinaria agli immobili comunali
  • 13.000 per il potenziamento della dotazione informatica  del comune
  • 50.000 per interventi di manutenzione straordinaria alle scuole
  • 70.000 per interventi di manutenzione straordinaria agli impianti sportivi
  • 22.000 per interventi di potenziamento dell’illuminazione pubblica
  • 10.000 per interventi di manutenzione straordinaria dei cimiteri

Vengono ridotti di 40.000€ le previsioni di entrate degli oneri di urbanizzazione.

Energia, economia e nucleare

Il dramma del terremoto in Giappone con il suo carico di morti e distruzione porta con sé la catastrofe alla centrale nucleare di Fukushima riaccendendo anche in Italia il dibattito sull’energia dell’atomo.

Come saprete, dal 2009, il governo Berlusconi ha deciso il ritorno dell’Italia al nucleare, praticamente senza tenere minimamente in considerazione l’esito delreferendum tenutosi nel 1987, dopo Chernobyl: solamente 21 milioni di voti CONTRO il nucleare!!!

L’obiettivo sostenuto dal governo è ambizioso: far sì che, nel 2020, il 25% dell’energia nazionale sia prodotta dalle nuove centrali atomiche in modo da differenziare le fonti di approvvigionamento. Tradotto in numeri significa creare altre 7/8 centrali sparse per il territorio italiano.

Considerando i requisiti per l’installazione (territorio non sismico, accessibilità, infrastrutture, disponibilità di acqua) è facile ipotizzare uno scenario con reattori in Pianura Padana. Ma, sebbene siano stati individuati 2 siti, in provincia di Rovigo e di Verona, non saranno realizzate centrali in Veneto. Parola di Luca Zaia. Il quale però si dimentica che, a Roma, da ministro, lui stesso ha votato a favore del ritorno al nucleare.

E i partiti attualmente in parlamento come si schierano?

Favorevoli al nucleare sono il PDL (come ribadito dalla ministra Prestigiacomo, “non dobbiamo farci prendere dall’emotività“), Lega Nord (dopo il voto favorevole in parlamento e in Conferenza Unificata Stato-Regioni il Senatur proclama che “decide il territorio“), UDC (“Sono nuclearista e contrariamente a molti non ho cambiato idea”,ammette Casini).

Indecisi invece quelli di Futuro e Libertà.

Tra i contrari al nucleare troviamo invece PD, IDV,Radicali, più altri partiti non in parlamento (Sinistra e Libertà, PDCI, Rifondazione Comunista, Verdi, Movimento Cinquestelle …).

marzo 16, 2011 Inserito in: Ambiente, Approfondimenti, Attualità   Continua...

Fermiamo gli idioti del nucleare

In Giappone l’emergenza nucleare è ancora fuori controllo. In Italia, intanto, politici e cosiddetti esperti del nucleare continuano con dichiarazioni idiote che minimizzano ciò che sta accadendo.
Perchè?
C’è il piano degli sciacalli che vogliono completare: far fuori le rinnovabili per fare largo al nucleare.
Purtroppo, la situazione in Giappone si sta evolvendo come i tecnici competenti temevano: i reattori stanno saltando a uno a uno e una fuoriuscita massiccia di materiale radioattivo impedirebbe ulteriori interventi, con il rischio di altre esplosioni e altri rilasci di radioattività.
Dal “Pinocchio Veronesi” alla “Ministra del Disastro Ambientale”, che straparla di sciacallaggio mentre disattende il suo compito di tutelare l’ambiente e la salute umana, una sequenza di eventi svela il piano della banda che sta uccidendo le rinnovabili per fare spazio al nucleare in Italia.
Ecco il “piano degli sciacalli” in tre punti:
- Ieri: con un decreto fermare la corsa delle energie rinnovabili in Italia, uno dei pochi settori economici in crescita in un Paese in ginocchio;
- Oggi: minimizzare i rischi del nucleare e fare finta che in Giappone tutto sia sotto controllo; sprecare 400 milioni di euro non accorpando il referendum nucleare alle amministrative di maggio;
- Domani: far pagare in bolletta a tutti gli italiani il conto (almeno 7 miliardi di euro a centrale) garantendo la copertura dei costi fuori mercato del nucleare.
Dal sonno tranquillo con le scorie in camera da letto del Prof. Veronesi al “Terremoto in Giappone: la centrale di Fukushima è sotto controllo” con cui il Forum Nucleare (noto manipolatore di informazione) minimizzava una situazione sempre più tragica, questi pericolosi soggetti non smettono di mentire su questioni troppo al di sopra della loro scarsa competenza.
Entra in azione:
Di fronte all’idiozia degli sciacalli, vogliamo dire basta! Il Referendum nucleare è una possibilità unica per fermare il pericoloso piano nucleare del governo. La petizione che abbiamo lanciato per chiedere al Ministro Maroni di accorpare amministrative e referendum ha quasi raggiunto le 50 mila firme. Continuate a firmare e diffondere l’invito in rete. Vogliamo dare voce a chi non vuole subire il piano degli sciacalli.

Firma la petizione!

Per maggiori informazioni, GreenPeace, sito da cui è tratto l’articolo proposto.

dicembre 10, 2010 Inserito in: Ambiente, Approfondimenti, Attualità   Continua...

Solidarietà agli alluvionati

Esprimiamo vicinanza e solidarietà a tutte le persone che nel Veneto e in altre zone d’Italia sono state colpite dall’alluvione nei loro affetti e nell’intimità delle loro case .

Pensiamo che, per chi non ha provato tale esperienza, sia davvero difficile poter comprendere e capire cosa significhi  vedere distrutta da un’ondata d’acqua fangosa la propria vita e il proprio lavoro.  Tutto in pochi attimi.

Se prima sono mancati o non hanno funzionato i piani d’allarme preventivo, ora arrivano le promesse di aiuti economici e tutti si impegnano ad evitare altri disastri simili.

Il Presidente Napolitano stesso, in visita a Padova, ha richiamato l’impegno di tutti, in particolare dei Sindaci e delle autorità presenti a “tutelare il patrimonio artistico ed ambientale che abbiamo ereditato e dobbiamo curare”, preservare per le generazioni future.

Parole che, si spera, abbiano poi un’attuazione effettiva.

Ciò che però si può certamente affermare è, nell’immediato, che non è mancato l’aiuto concreto da parte dei cittadini e dei volontari. C’è stato, a nostro parere,  un grande segnale di speranza, di fiducia nel presente e nel futuro: la solidarietà, la capacità di reagire e  ripartire daccapo è emersa preponderante da molte immagini che ci sono state proposte dai media!

In mezzo a tante promesse  speriamo che diventi realtà concreta la tutela dell’ambiente (manutenzione di fossi e canali, costruzione oculata in spazi a rischio idrologico, cura del territorio per impedire frane e smottamenti, mantenendo  boschi e colture e non cementificando,..) in quanto le cause di tali disastri non possono senza dubbio essere indicati solo nell’eccezionalità delle piogge di questo periodo.

La cementificazione selvaggia degli ultimi decenni e la speculazione edilizia hanno comportato la copertura di milioni di metri quadrati  di terreno impedendo  il normale assorbimento della pioggia e aprendo la strada a situazioni di criticità e pericolo che, recentemente, molti cittadini delle province venete (e non solo) hanno sperimentato.

Ormai da troppo tempo non vogliamo accettare il fatto che la mancata tutela del territorio, prima o poi,  ci presenta il conto in termini di danni alle persone, alle cose, alle infrastrutture, alle attività economiche… e quindi, forse alla fine, costava meno rispettare il territorio!

Ma purtroppo sembra che l’esperienza non insegni proprio nulla!!!

Un esempio in tal senso ci viene dalla Seconda Commissione del Consiglio Regionale del Veneto che il 26 ottobre  ha approvato una variante al Piano ambientale del Parco Regionale del Sile  con lo scopo di trasformare 95.000 metri quadrati di terreno agricolo  in area residenziale  per potervi costruire. Il terreno si trova a Morgano ad una distanza di circa 200 metri dal dfume Sile, per ora coltivato a radicchio e con un boschetto di alberi…

A Voi la riflessione

Mariella P.

dicembre 5, 2010 Inserito in: Ambiente, Attualità, La Pulce   Continua...

Sulla questione BioGas

Qualche anno fa c’era stata una massiccia reazione contro un ipotetico impianto di Biogas a Silvelle, e dopo vari incontri con la cittadinanza, il progetto non venne mai presentato da quel gruppo di allevatori.

La manifestazione di contrarietà era stata promossa dal comitato “No-Biogas” e condivisa in passato anche dall’attuale amministrazione. Varie perplessità sulla dimensione e sull’impatto negativo nel territorio di Silvelle erano venute alla luce e di fatto poi si trattarono di preoccupazioni condivise da tutti.

Dopo un paio di anni di calma apparente, all’insaputa di tutti o quasi, vedremo spuntare ben 2 impianti di Biogas! E non saranno gli unici, questo è certo!

Verrà realizzato l’impianto di Marazzato a Trebaseleghe in via Obbia Alta (autorizzato in giugno 2010) e l’impianto di Zooenergy – F.lli Zoggia a Silvelle (agosto 2010).

Per spiegare brevemente, l’impianto funziona come una pentola in cui viene inserita della biomassa (liquami zootecnici, scarti e prodotti agricoli). Qui avviene una fermentazione grazie a dei batteri che produce concime e metano ed altri gas, poi usati per azionare un motore che produce energia elettrica.

Questi impianti sono difatti molto utili e convenienti per allevamenti e aziende agricole, ma ci si chiede se la dimensione di quelli previsti non sia più del necessario, se poi i versamenti di reflui continueranno (non risolvendo il problema odierno), quale sia l’impatto sul traffico nelle strade, e l’impatto ambientale di un impianto di questo tipo in zona agricola anziché in zona industriale, e poi su chi avrà il compito di effettuare i controlli sulla corretta gestione dell’impianto anche da un punto di vista di tutela sanitaria. Ed infine, qual è il numero massimo di impianti che Trebaseleghe può sopportare nel proprio territorio?

Domande non risposte e questioni non affrontate pubblicamente.

Questi impianti si faranno, con il benestare del Sindaco che ha votato SI ed ha informato la cittadinanza nel consiglio comunale SOLO il 29 settembre 2010, 6 mesi dopo averne avuto notizia e aver ricevuto la relativa documentazione dalla Regione, discutendone in 1 punto su 9 dell’ordine del giorno, facendo parlare
un autorevole professore di Milano appositamente convocato per l’occasione e solo due concittadini e negando la possibilità ad altri che avrebbero voluto farlo!

«In fin dei conti la legge è questa! Non prevede vincoli particolari. L’hanno decisa Zaia e i suoi, e la Regione, la Provincia e lo Stato (PDL e Lega) incentivano questi impianti».

ottobre 31, 2010 Inserito in: Ambiente, Approfondimenti, Eventi e Appuntamenti   Continua...

Il ritorno del nucleare?

Lunedì 18 Ottobre si è tenuto nella sala della biblioteca comunale di Trebaseleghe un incontro con Don Albino Bizzotto, fondatore dell’associazione Beati i Costruttori di Pace, il quale, vista la personale esperienza e in materia, e in concomitanza con altri eventi nazionali relativi all’Energia Nucleare, ha preferito trattare in merito a questa tematica.

L’incontro con Don Albino si è svolto in forma colloquiale dove pubblico e ospite  hanno dato via ad un dibattito nel corso del quale sono state esposte domande e perplessità sulla necessità del ritorno dell’Italia al nucleare.

Prima domanda: La decisione di costruire nuove centrali nucleari è stata “imposta” come una scelta inevitabile. Il nucleare è stato presentato come pulito, sicuro ed economico. Ma è proprio così?
Sicuramente una centrale nucleare non emette CO2 né gas serra, ma se si considerano tutte le fasi di estrazione, arricchimento, trasporto, costruzione del reattore, nonché le scorie e il rischio di incidenti ci troviamo di fronte a problemi di notevole importanza. Un reattore di quelli che si vorrebbero costruire in Italia, produce ogni anno 700 tonnellate di rifiuti radioattivi, di cui 25 ad alta radioattività. L’inalazione di un grammo di plutonio è mortale ed il rischio di incidenti rimane un pericolo costante (ad esempio, nel 2008, in Francia sono accaduti tre incidenti).

Seconda domanda: Perché dipendiamo dalla Francia per l’energia nucleare?
La produzione di energia, a pieno regime, in Italia è di 103 GW mentre il consumo è di 55 GW. L’Italia compra energia dalla Francia perché al nostro Paese conviene in certe fasce orarie fermare le turbine e far arrivare l’energia d’oltralpe. Da parte sua, la Francia la vende sottocosto perché altrimenti sarebbe costretta a “buttarla via”: infatti una centrale nucleare produce costantemente la stessa quantità di energia e quindi nei periodi a basso consumo energia non utilizzata verrebbe completamente dispersa e sprecata.

Terza domanda: Esiste un Piano Energetico Italiano?

In Italia NON esiste un Piano Energetico Nazionale. Il nostro Paese, da anni necessita di un Piano di risparmio energetico in modo da progettare case, uffici, trasporti in vista di una riduzione dei consumi e dell’uso delle energie rinnovabili.
Ad esempio, quanto potremmo produrre con il sole?
Il rapporto della Commissione Nazionale per l’Energia Solare (Cnes) del 2006 fissava un obiettivo di 15 GW per una produzione di corrente elettrica sufficiente a coprire i consumi di 15 milioni di persone. Uno studio del 2009 del Politecnico di Milano, analizzando la possibilità di sfruttare le superfici dei supermercati e dei centri commerciali e le superfici agricole non produttive oltre ai tetti delle nuove case stimava per il 2020 un potenziale in grado di coprire tutti i consumi domestici italiani.

Ciò che Don Albino Bizzotto ha sottolineato più volte nel corso dell’incontro è stato l’invito di informare e informarci su quanto accade attorno a noi.
E ha concluso affermando che: “Il problema del nucleare è un problema che ci riguarda da vicino e riguarda tutti! Non dobbiamo stancarci nel far sì che la nostra vita sia costruita nell’azione e nella partecipazione. Dobbiamo recuperare la nostra soggettività, l’importanza, il valore di ciascuno di noi”.

L’Acqua non si vende

Sul finire del 2009, il governo ha votato il Decreto Ronchi per privatizzare il mercato dell’acqua sancendo la vittoria delle leggi economiche sul diritto a questo bene pubblico.

Contro questo decreto  noi della lista Il Paese che Vogliamo ci stiamo mobilitando per sostenere la raccolte di firme per il referendum nazionale “L’acqua non si vende” promosso dall’associazione legata al sito AcquaBeneComune.

Per coloro che volessero aderire all’iniziativa segnaliamo che la raccolta delle firme può avvenire presso il proprio comune mentre noi, come lista civica,  saremo presenti con un proprio stand

  • 30 maggio 2010
    • nella piazza di Trebaseleghe
    • nella piazza di Fossalta (frazione di Trebaseleghe)
  • 06 giugno 2010
    • nella piazza di Sant’Ambrogio (frazione di Trebaseleghe)
    • nella piazza di Silvelle (frazione di Trebaseleghe)
Referendum Acqua Bene Comune

Referendum L'acqua non si vende - AcquaBeneComune

Di seguito riportiamo i questi referendari per i quali viene effettuata la raccolta firme.

PRIMO QUESITO: fermare la privatizzazione dell’acqua

Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.

È l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.

Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.

Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.

SECONDO QUESITO : aprire la strada della ripubblicizzazione

Si propone l’abrogazione dell’art. 150 (quattro commi) del D. Lgs. n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), relativo ala scelta della forma di gestione e procedure di affidamento, segnatamente al servizio idrico integrato.

L’articolo definisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico la gara o la gestione attraverso Società per Azioni a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico. L’abrogazione di questo articolo non consentirebbe più il ricorso né alla gara, né all’affidamento della gestione a società di capitali, favorendo il percorso verso l’obiettivo della ripubblicizzazione del servizio idrico, ovvero la sua gestione attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali. Darebbe inoltre ancor più forza a tutte le rivendicazioni per la ripubblicizzazione in corso in quei territori che già da tempo hanno visto il proprio servizio idrico affidato a privati o a società a capitale misto.

TERZO QUESITO : eliminare i profitti dal bene comune acqua

Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.

Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché  la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si eliminerebbe il “cavallo di Troia” che  ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici, avviando l’espropriazione alle popolazioni di un bene comune e di un diritto umano universale.

febbraio 28, 2010 Inserito in: Ambiente, Approfondimenti, Attualità   Continua...

Qualita’ dell’aria a Trebaseleghe

Campagna di monitoraggio ARPAV


Rilevazioni eseguite a Trebaseleghe, in Piazza Marconi, nei periodi:

  • 07 giugno 2008 – 26 giugno 2008 ;
  • 12 novembre 2008 – 08 gennaio 2009.

In sintesi, il monitoraggio dello stato di qualità  dell’aria nel Comune di Trebaseleghe ha evidenziato gli elementi di criticità  tipici delle principali aree urbane del Veneto. In particolare i livelli di concentrazione di ozono (O3), polveri fini (PM10) e benzo(a)pirene (IPA) dimostrano che, anche nei centri medio-piccoli quali Trebaseleghe, la qualità dell’aria è ormai compromessa.

Un dato per riflettere: la concentrazione PM10, sia pur tenendo conto dei limiti dello studio e della non confrontabilità assoluta, ha evidenziato dei valori prossimi a quanto rilevato nel quartiere Arcella a Padova!

Aria Padana

La fotografia raccolta dal satellite Envisat dell’agenzia spaziale europea ci mostra la distribuzione e la concentrazione del biossido di azoto, prodotto in gran parte da autoveicoli e residui di produzioni industriali, secondo un valore medio uscito dalla continua osservazione condotta negli anni 2003-2004.

I dati dimostrano inequivocabilmente che  la Pianura Padana risulta tra le aree più inquinate del pianeta !


Aria Padana

Aria Padana

ESA – Fonte rilevazione qualtà  dell’aria

Clicca qui per leggere la relazione dell’Arpav sulla qualtià  dell’aria e sull’inquinamento atmosferico a Trebaseleghe.

febbraio 28, 2010 Inserito in: Ambiente, Approfondimenti, Urbanistica ed edilizia   Continua...

Rapporto Ambientale al Piano di Assetto del Territorio

Rapporto Ambientale al PAT (Piano di Assetto del Territorio)

Il documento rappresenta il parere della Regione Veneto (commissione Regionale VAS – Autorità Ambientale per la Valutazione Ambientale Strategica) sullo studio redatto per la stesura del PAT nel comune di Trebaseleghe.

Al di là del tecnicismo – il parere è un passaggio obbligato per arrivare al PAT-  lo studio è importante perchè fotografa la situazione ambientale fornendo le linee guida per uno “sviluppo sostenibile” .

Per chi vuole approfondire, il testo propone molti spunti interessanti.

Lo sapevate che :

  • Gli allevamenti del  territorio di Trebaseleghe ospitano ben 30000 capi zootecnici ( la maggior fonte di pressione ambientale)?  Nonostante ciò l’amministrazione estende il Piano Casa concedendo agli allevamenti la possibilità di espandersi !
  • La rete fognaria è insufficiente?
  • Il PAT è dimensionato per 535.726 mc di residenziale (1941nuovi abitanti teorici) ?
  • Nel territorio ci sono aree naturalistiche di importanza straordinaria ?
  • Le attività ricreative e le gare di motocross nei pressi della chiesa di S.Ambrogio hanno parzialmente compromesso l’ambiente dei campi aquiferi ?

 

Molti altri punti interessanti si ritrovano nella relazione, come le osservazioni al PAT del  Comitato No Biogas, di studiosi come Lorenzo Cogo, Alessandro  Faggian, Bruno Sartor,  e di altri cittadini.

Clicca qui per leggere la relazione sul rapporto della regione in relazione al PAT di Trebaseleghe.

 

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